Introduzione
Un uomo si propone il compito di disegnare il mondo. Trascorrendo gli anni, popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di navi, d'isole, di pesci, di dimore, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l'immagine del suo volto.
Jorge Luis Borges, Epilogo da L'artefice, 1960
Jorge Luis Borges, Epilogo da L'artefice, 1960
giovedì 2 gennaio 2014
Una nuova storia
Da un paio di giorni mi sono messo a lavorare su una nuova storia. Nuova, neanche tanto... mi girava in testa da un pò. Il mio primo tentativo di scrivere qualcosa che assomiglia ad un libro può dirsi più o meno finito. Ora l'ho allontanato perchè ormai troppe aggiunte e troppi ripensamenti avrebbero soffocato le poche idee che l'hanno fatto partire. Tra un pò, quando me lo sarò dimenticato a sufficienza, lo rileggerò per renderlo comprensibile. Ma... tornado alla prima cosa: ho buttato giù qualche riga e due-tre fogli di appunti su una nuova storia. Era un'idea vecchia e vecchi sono tanti dei temi e degli spunti che ci andranno a finire. Male? Bene? Vedremo... mi sento in buona compagnia a riprendere in mano pensieri covati a lungo e mai raccontati. Due sono le persone che mi confortano: il primo è un certo Fabrizio De Andrè che diceva serenamente di aver avuto sempre poche idee ma in compenso fisse; l'altro è un certo "Marino", mio nonno che per anni mi ha raccontato sempre le stesse storie della guerra e della gioventù lasciando ad ogni replica dei racconti che la memoria si approfondisse e che nuovi particolari piano piano emergessero.
giovedì 26 settembre 2013
Specchi dell'Invisibile di Jason Elliot
Nei giorni in cui nuovamente si riparla del piccolo e stretto canale attraverso cui potrebbero iniziare a riparlare Occidente ed Iran, sperando che davvero nel dialogo possa aprirsi una strada pacificatrice per il Medio Oriente invito alla lettura di Specchi dell'Invisibile di Jason Elliot, pubblicato da Neri Pozza (http://www.neripozza.it/collane_dett.php?id_coll=5&id_lib=359)
Un libro intelligente... che certo confermerà nella simpatia chi ama questo mondo nella sua storia e nelle sue arti ma che può affascinare anche chi ha creduto finora ad una realtà monolitica, violenta ed ignorante dell'Islam. A scanso d'equivoci mi metto tra i primi e confesso di aver avuto momenti intensi di lettura quando, quasi contemporaneamente al momento in cui me le stavo chiarendo, ho trovato condivise dall'autore alcune delle mie stesse tesi.
I figli d'Adamo sono membri dello stesso corpo,
Di un'unica essenza di natura.
Se la fortuna getta un membro nel dolore,
Non resta affatto riposo per gli altri.
O tu che sei senza preoccupazione della pena degli altri,
Non occorre che ti diano il nome di uomo.
Abū-Muhammad Muslih al-Dīn bin Abdallāh Shīrāzī (Sa'di)
Poeta persiano del XIII secolo
Un libro intelligente... che certo confermerà nella simpatia chi ama questo mondo nella sua storia e nelle sue arti ma che può affascinare anche chi ha creduto finora ad una realtà monolitica, violenta ed ignorante dell'Islam. A scanso d'equivoci mi metto tra i primi e confesso di aver avuto momenti intensi di lettura quando, quasi contemporaneamente al momento in cui me le stavo chiarendo, ho trovato condivise dall'autore alcune delle mie stesse tesi.
I figli d'Adamo sono membri dello stesso corpo,
Di un'unica essenza di natura.
Se la fortuna getta un membro nel dolore,
Non resta affatto riposo per gli altri.
O tu che sei senza preoccupazione della pena degli altri,
Non occorre che ti diano il nome di uomo.
Abū-Muhammad Muslih al-Dīn bin Abdallāh Shīrāzī (Sa'di)
Poeta persiano del XIII secolo
lunedì 16 settembre 2013
Le Ucronie
Da circa un anno (o forse più o forse meno e dopo anni di ruminamenti) ho iniziato a mettere su carta con debole costanza un lungo racconto storico che si muove tra luoghi d'affezione particolare. Non è un lavoro geniale e non è un lavoro particolarmente originale. La vicenda parte nella Venezia del 1600 (più precisamente nel 1585 nella terraferma veneta). La scrittura è partita da incitamenti più o meno dichiarati e ravvisabili che vanno dalla lettura di Q di Luther Blisset alle Memorie di Adriano della Yourcenar. Riferimenti molto distanti tra di loro e molto distanti dalla mia capacità di lavoro con carta e penna, documenti e ricerche. La mia fatica più appassionante è senza dubbio quella di immergersi nella Storia, quella grande, e indagarla per trovarvi connessioni e incroci per trovare tra le sue pieghe una storia, piccola, da poter raccontare che, per quanto nessuno ne abbia mai dato testimonianza, possiamo ripercorrere me veritiera e verosimile.
Nella rete ho trovato, in cerca di spunti e documenti, chi, più o meno indagando il mio stesso periodo e percorrendo in parte la stessa geografia, si è spinto oltre lasciandosi andare ad interessanti giochi e incuriosendomi verso il genere letterario della "Ucronia". Provate a leggere:
http://www.fmboschetto.it/Utopiaucronia/Jalil.htm
http://www.fmboschetto.it/Utopiaucronia/introduzione.htm
Nella rete ho trovato, in cerca di spunti e documenti, chi, più o meno indagando il mio stesso periodo e percorrendo in parte la stessa geografia, si è spinto oltre lasciandosi andare ad interessanti giochi e incuriosendomi verso il genere letterario della "Ucronia". Provate a leggere:
http://www.fmboschetto.it/Utopiaucronia/Jalil.htm
http://www.fmboschetto.it/Utopiaucronia/introduzione.htm
venerdì 6 settembre 2013
Cadranno le bombe in Siria?
Abbiamo finito di cenare. Mia madre è ancora in cucina con
la tv accesa a sparecchiare. Noi siamo in soggiorno. Mio padre su un divano, io
sull’altro. La televisione è accesa. Si cerca il riposo di fine giornata. Tutto
è normale. Mia madre ad un nuovo rumore di aereo che sorvola a
bassa quota, che evidentemente hanno cadenzato anche le ore passate, dalla
cucina: “Ma che sono tutti questi aerei oggi?” e mio padre, composto: “Andranno
in Siria…”
Nella normalità più totale, in un momento di vita familiare
serena per quanto in un periodo in cui vari pensieri e alcune urgenze tengono in
apprensione, dove tutto, bene o male, è
risolvibile, e niente cade tranciante a dividere da un prima equilibrato ed un
tragico dopo, ho avuto la presa di coscienza più significativa di quella che tante logiche
e accurate letture di giornale o immagini televisive sulla guerra di cui si
discute abbiano potuto offrirmi.
A distanza di un mare ho pensato l’esatta scena speculare
della nostra famiglia che non sente quegli aerei passare
ma, impotente, gli sacrifica la serenità, il futuro, i progetti e i legami.
martedì 18 dicembre 2012
Grazie Wikipedia
Cara wikipedia,
sarai pure passibile di errori, sarai pure approssimativa, sarai pure giovane ed inesperta ma volevo davvero ringraziarti per essere l'unica capace di farmi viaggiare a velocità inusitate.
Ogni tanto mi prendono quelle smanie di curiosità improvvise che solo tu sai saziarmi. Qualcuno dirà che hai ben poco da dirmi ma posso difenderti dicendo che tu, lasciando aprire piccoli spiragli, permetti a chiunque volesse di iniziare il proprio cammino di approfondimento e ricerca.
Mi sono imbattuto a tempo perso in un piccolo progetto di scrittura (essendo a tempo perso e col cervello fiaccato da giornate di lavoro piene l'80 % di quel che scrivo mi pare ancora di una bruttezza imbarazzante...) e chi, se non te, mi ha aiutato a mettere ordine a connessioni e intrecci, a legare la Storia con le storie, a tessere legami... chi mi ha messo pulci all'orecchio? Chi diavolo sapeva dirmi oltre a te due, tre cose su Iskandar Beg Munshi? "E chi è?" Direte voi che leggete... chiedete a Wikipedia e poi iniziate ad indagare.
C'è molto da fare ma se vedrò qualche frutto ti faccio un regalo.
sarai pure passibile di errori, sarai pure approssimativa, sarai pure giovane ed inesperta ma volevo davvero ringraziarti per essere l'unica capace di farmi viaggiare a velocità inusitate.
Ogni tanto mi prendono quelle smanie di curiosità improvvise che solo tu sai saziarmi. Qualcuno dirà che hai ben poco da dirmi ma posso difenderti dicendo che tu, lasciando aprire piccoli spiragli, permetti a chiunque volesse di iniziare il proprio cammino di approfondimento e ricerca.
Mi sono imbattuto a tempo perso in un piccolo progetto di scrittura (essendo a tempo perso e col cervello fiaccato da giornate di lavoro piene l'80 % di quel che scrivo mi pare ancora di una bruttezza imbarazzante...) e chi, se non te, mi ha aiutato a mettere ordine a connessioni e intrecci, a legare la Storia con le storie, a tessere legami... chi mi ha messo pulci all'orecchio? Chi diavolo sapeva dirmi oltre a te due, tre cose su Iskandar Beg Munshi? "E chi è?" Direte voi che leggete... chiedete a Wikipedia e poi iniziate ad indagare.
C'è molto da fare ma se vedrò qualche frutto ti faccio un regalo.
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